Cara Barbara, fammi sentire cretina.

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Cara Barbara,
ieri ho riacceso la TV, dopo un anno. Sono stata all’estero, viaggio tanto, mi confronto, imparo, ma poi torno sempre.
Ho guardato lo schermo e c’eri te. Parlavi alla mamma di Giulia, la ragazza che ha sfilato sul red carpet alla Mostra del cinema di Venezia con un vestito che forse mostrava un po’ troppo di lei. Le hai consigliato di pregare perché sua figlia diventasse famosa mostrando il proprio cervello e non una parte del corpo.
A me di diventare famosa non è mai interessato, ma di usare il cervello sì.
A volte è faticoso, molto, ma la fatica è superata dalla forza di volontà e soprattutto dal senso di responsabilità che nutro nei confronti di ciò che sono e di ciò che mi è stato donato.
Ma è facile dimenticarlo.

“Responsabilità”
Credo che ognuno di noi debba riprendere in mano questa parola e il significato che racchiude.
I talenti che abbiamo, le nostre esperienze, quello che siamo, siamo liberi di non impegnarci a sfruttarli a pieno, ma dovremmo sentirci in colpa quando non lo facciamo.
Giacomo Devoto, poco più di 30 anni fa disse:

Fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione.

Oggi osservo l’Italia, il mio Paese, che amo, e penso a tutte le volte che vorrei mentire di fronte all’evidenza quando i miei amici stranieri mi fanno delle domande a riguardo.
E mi chiedo perché tante cose non funzionino più.
E mi rispondo che se Devoto aveva ragione, forse anche voi, che lavorate in quest’ambito mediatico così potente, vi siete dimenticati dell’enorme responsabilità che avete.

Hans Jonas, in un suo trattato, sottolinea quanto la responsabilità di ognuno aumenti in proporzione all’influenza e al potere che ha sugli altri. E la televisione ha un’influenza enorme, anche su chi si rifiuta di guardarla, indirettamente.
Scrivo a te perché i tuoi programmi sono molto seguiti e perché promuovi da sempre un rapporto diretto e confidenziale con i telespettatori, ma le mie perplessità sono rivolte in realtà a tutti coloro che compiono delle scelte quotidiane nei vari canali e trasmissioni.
Jonas dice anche:

Agisci in modo che le conseguenze delle tue azioni siano compatibili con la sopravvivenza della vita umana sulla terra

Talvolta, presi dalla frenesia e dagli impegni, ci dimentichiamo di ciò che conta davvero. A me succede spesso.
Posso immaginare che quindi accada anche a voi, così indaffarati.
E per focalizzare di nuovo l’essenziale, bisogna fermarci, magari con la spinta di qualcuno.
Non abbiamo né tempo né energie per fare tutto: è importante dunque scegliere con criterio come utilizzarle.
A maggior ragione quando le nostre scelte non coinvolgono solo noi stessi, ma anche chi ci sta accanto.
Chiunque ha un potere verso gli altri, ha anche un dovere e questo dovere coincide inversamente con un diritto altrui.
E dovremmo sentirci in colpa ogni volta che non adempiamo a pieno in questi obblighi morali.
Così io li ho verso i miei amici e il mio vicino di casa, un italiano verso uno straniero, un genitore nei confronti dei figli, un politico verso i cittadini e la televisione verso i suoi telespettatori.
L’adempimento di questi doveri ci porta ad essere persone, uomini veri, a non “fare” solamente, ma ad “essere”.
Capisco che molti di noi che guardiamo i vostri programmi non dimostriamo in nessun modo di impegnarci in questo e quindi potreste contestare il nostro rivendicare diritti che non ci spettano, ma la televisione ha un potere così grande da avere conseguenze enormi a lungo termine, quindi se non lo fate per noi, fatelo per le generazioni future che non hanno il potere di pretendere ciò che dovreste dare.
Con i programmi che trasmettete, gli argomenti di cui trattate, la modalità con cui lo fate, le persone che invitate e alle quali date spazio e visibilità e possibilità di parola, ci spingete costantemente ad allontanarci da quell’essenza di cui parlavo.
Battiato disse: ”Non voglio sentirmi intelligente guardando dei cretini, voglio sentirmi cretino guardando persone intelligenti”.
Così ti chiedo, io per prima, cara Barbara, per piacere, fammi sentire cretina!

Ps. in riferimento all’etimologia di “responsabilità”, dal latino respònsus, respòndere, – rispondere, mi auguro fortemente di ricevere una risposta da uno di voi.

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Informazioni su chiaracuminatto

Mi chiamo Chiara Cuminatto e sono nata il 03/04/1989. Vivo a Campi Bisenzio a tratti perché viaggio molto e la mia vita imprevedibile non lascia spazio alla monotonia. Mi sono laureata in Lettere Moderne all'Università di Firenze nel 2011 e specializzata in Scienze Linguistiche all'Università di Bologna nell'Ottobre 2013. Ho cambiato diversi lavori a causa delle poche possibilità avute in ambito umanistico e linguistico, ma non smetto di credere nella bellezza delle sfide e nel potere di chi vuole qualcosa. Faccio parte di un gruppo missionario da ormai molti anni e la collaborazione tra le persone, la ricchezza delle diversità e l'aiuto fraterno fanno parte di me come stile di vita radicato a fondo. --------------------------------------------------------------------------------------------------- My name is Chiara Cuminatto and I was born on 04.03.1989. I live in Campi Bisenzio at times because I travel a lot and my unpredictable life leaves no room for monotony. I graduated in Modern Literature at the University of Florence in 2011 and specialized in Linguistic Sciences at the University of Bologna in October 2013. I changed several jobs because of the few possibilities had in the humanities and linguistics, but I do not stop believing in Beauty of the challenges and the power of those who want something. I am part of a missionary group for many years now and collaboration between people, the richness of diversity and the fraternal help are part of me as a lifestyle rooted deeply.

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