Cinismo. Due parole su questa parola. – Cynism. A couple of words about this word.

CINISMO

Due parole su questa parola

cynism

“Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere” O. Wilde.

 

Ultimamente ci sono affermazioni che rimbombano in ogni conversazione che ascolto o leggo.

“Il mio sarebbe il paese migliore del mondo se non fosse per chi ci abita e chi lo gestisce”

“Il problema non è l’Italia, sono gli italiani”

“Ho perso la fiducia nel mondo osservando le persone che lo popolano”

Sono circondata da persone che emanano una negatività disarmante nei confronti degli altri.

Sono circondata da situazioni completamente diverse racchiuse in un’unica definizione.

Sono circondata da cinici che si definiscono tali e da altri cinici che utilizzano orgogliosi questo sostantivo per etichettare la popolazione mondiale.

“Cinismo” è una parola che viene usata e abusata di questi tempi.

Molti sostengono che sia addirittura la parola chiave della fase storica che stiamo vivendo.

Il procuratore generale della corte d’appello Giovanni Salvi l’ha usata per definire il motivo della crisi della giustizia italiana.

Alcuni accostano il termine citato a quello di “retorica” e affermano che giornalismo e magistratura vivono solo di questo.

Ne ho sentito parlare riguardo al terrorismo e anche quando ci sono state le polemiche sulle vignette di Charlie Hebdo.

Da quello che sento e leggo posso dire che è cinico chi scrive di cronaca nera e chi queste notizie le commenta, lo è chi vuole la rivoluzione e chi se ne frega, lo sono i pessimisti, i realisti, i partiti di destra, quelli di sinistra, gli uomini che odiano la politica e anche le donne con il ciclo.

Mi sono chiesta se lo sono anch’io. Probabilmente lo sto diventando.

 

“Il cinico sta allo scettico come l’ateo sta all’agnostico” (Roberto Gervaso)

diogene

I cinici nascono nel IV secolo a.C. e sono i seguaci della scuola fondata da Antistene e Diogene di Sinope; questo nome deriva dalla parola greca “kynikos” (alla maniera del cane), che viene a sua volta da “kyos” (cane) e che è il soprannome dato proprio a Diogene. Probabilmente questo termine venne attribuito inizialmente a loro da altri in senso dispregiativo, per indicare la loro abitudine a vivere una vita per strada, randagia e autonoma, proprio come questi animali. I cinici stessi gli attribuiranno un significato positivo successivamente, orgogliosi delle loro scelte.

Questi filosofi puntavano alla libertà, intesa come Bene Supremo dell’Anima e raggiungibile solo con l’autosufficienza.

Per essere un cinico esemplare non dovevi aver paura della fame, del freddo, della solitudine. Non dovevi desiderare denaro, potere, sesso: i bisogni fisici ed emotivi dovevano essere messi da parte per fare spazio a qualcosa di più grande ed essenziale. Tutti i valori tradizionali venivano distrutti, insieme all’esigenza di apparire. Tra le figure più recenti che richiamano a questo stile trasandato, ci sono gli hippies, i punkies e i cosiddetti clochard, i barboni istruiti.

Analizzando ciò da cui ha avuto origine tutta la dilagante negatività odierna e ostilità verso il prossimo, emergono molti elementi  inaspettatamente curiosi e divertenti su questa filosofia diffusa.

Antistene parlava della ricchezza come qualcosa che non può essere materiale, perché esistono troppe persone che, pur piene di oggetti e denaro, rischiano la vita e faticano molto solo per ottenerne altro senza essere mai felici. Lui, invece, digiunava per due giorni prima di mangiare qualcosa, così da gustare e apprezzare quel cibo al massimo. E quando doveva andare a letto con una donna ne sceglieva una brutta che nessuno voleva, così che lei lo accogliesse con più gioia di qualunque altra.

Probabilmente fu proprio lui, Antistene, ad inventere il primo sacco a pelo della storia: per vivere a pieno questo stile di vita col minimo indispensabile, si era raddoppiato il mantello e dormiva spesso per strada solo avvolgendoselo intorno.

Quando Diogene incontrò Antistene per la prima volta, gli disse subito che sarebbe diventato suo discepolo. Inizialmente il maestro si mostrò felice, ma quando si accorse che il ragazzo lo seguiva ovunque, invadendo i suoi spazi di solitudine, cercò di allontanarlo con un bastone. Il tentativo fallì, ovviamente.

Diogene sminuiva il potere. Uno degli aneddoti che esprimono al meglio questo, riguarda il suo incontro con Alessandro Magno: il ragazzo era seduto sulle scale a godersi il sole quando il re si fermò di fronte a lui e gli disse “Sono Alessandro Magno, puoi chiedermi tutto ciò che vuoi, io te lo darò” e Diogene gli rispose: “Va bene, ti chiedo di spostarti perché mi fai ombra”.

Rifiutava ciò che non era strettamente necessario. A livello materiale non aveva quasi niente: usava solo il suo mantello sia d’estate che d’inverno. Mangiava in un catino e beveva con una ciotola; una mattina, però, vide un ragazzo mangiare mettendo il cibo direttamente sul pane e bere usando il cavo della mano, e buttò via sia il catino che la ciotola.

Un giorno, addirittura, trovandosi in una casa piena di oggetti molto costosi, sputò in faccia al padrone e poi gli chiese scusa, dicendo che non aveva trovato un angolo più brutto in tutta l’abitazione in cui poterlo fare.

Per quanto riguarda i bisogni e i piaceri fisici, si masturbava solamente perché era più sbrigativo e spesso lo faceva in pubblico senza farsi problemi, dicendo che sarebbe stato bello potersi anche sfamare solo stropicciandosi lo stomaco.

Non stimava il prossimo: una volta lo videro parlare con una statua e spiegò che si stava allenando a parlare invano.

I cinici che seguirono questa scuola successivamente cercarono di mantenere alto lo stile di vita estremo dei precedenti.

“Il cinismo uccide tanto quanto mitra, fucili e coltelli” Marco Tarquinio

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Oggi, con cinismo, si intende una sfiducia generale e una mancanza di fede nei confronti della specie umana in generale o delle persone ambiziose, motivate dal materialismo o dal desiderio, cose ritenute impossibili o prive di significato dai seguaci di questa filosofia.

Ogni affermazione o reazione di chi vive cinicamente ha probabilmente una motivazione o scusa plausibile e comprensibile, ma credo che questo non basti a giustificare un atteggiamento costante: è più facile convincere qualcuno a perdere la speranza che a ottenerla e, purtroppo, con la maggior parte della popolazione, lo è anche fin troppo.

Lo stimolo negativo che avvolge la comunità è una spinta a reazioni di egoismo e cattiveria: di fronte ai tanti problemi da affrontare, molti dei quali gravi, è facile cadere in atteggiamenti esagerati  soprattutto da parte di coloro che non hanno imparato a controllare la parte irrazionale di se stessi.

“Il cinismo conosce il prezzo di tutto e il valore di nulla”

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I cinici disprezzano l’”altro” indistintamente. Sostengono che ogni essere umano sia inaffidabile e inutile, ma questa generalizzazione porta inevitabilmente a una ritorsione che appare poco furba: se non si ha fiducia nelle persone del mondo, non si dovrebbe averla neanche in noi stessi, facendo parte di questo gruppo.

Eppure i cinici, per quanto si possa pensare, non sono stupidi.

Mostrano un grande senso di confusione, smarrimento, diffidenza, disapprovazione, contraddizione, solitudine, ma non di stupidità: Dottor House, Sherlock Holmes, sono cinici moderni e basta pensare solo un istante a loro per essere d’accordo con questo.

Ostentano la propria superiorità denigrando gli altri, ma pensano, ragionano e hanno esperienza.

Chi vive in modo superficiale, chi non si interessa al mondo, a ciò che succede, a chi lo circonda, non sarà mai un cinico: è necessario fermarsi a riflettere sulla gioia, la sofferenza, gli eventi, per perdere la speranza e iniziare a vivere con questo stile di vita diffuso.

Chi non ha maturità e non ha ancora dovuto affrontare difficoltà, problemi, momenti di sconforto o di tradimento, penserà ingenuamente di vivere in un mondo di gioie, ma solo dopo aver assaporato l’amarezza della delusione sulla propria pelle si può sviluppare un pensiero negativo di questo tipo.

“Il cinismo è l’ideale abbattuto, la parodia della bellezza fisica e morale, il delitto dello spirito, l’abbrutimento dell’immaginazione, ed io non potevo compiacermene. Vi era in me troppo entusiasmo per sguazzare in quelle lordure dell’intelligenza. La mia natura aveva le ali e i miei pericoli erano in alto, non in basso.”
– Alphonse De Lamartine

Ciò che mi spaventa e mi rattrista di più di ciò che sento quotidianamente è dunque la consapevolezza di avere fiducia in persone che non pensano e non hanno l’abilità di farlo e di essere contrastata da persone che invece avrebbero la capacità di cambiare il mondo, ma decidono volontariamente di usare le energie in direzione opposta.

Coloro che vengono criticati sono individui che si lasciano trascinare da altri e coloro che criticano sono le guide involontarie di quest’ultimi, pesanti in ogni affermazione, ma immersi nella leggerezza quando si tratta di responsabilità.

Così si crea un circolo vizioso di menti e corpi sprecati. E notizie ridondanti. E polemiche reciproche. E aspettative. E vignette, parole, frasi fatte che vorrebbero richiamare l’ironia dei filosofi greci, vorrebbero parlare della realtà, vorrebbero essere definiti satira, ma che lasciano solo una scia di amarezza, lasciano solo una perfetta rappresentazione di un cinismo che ormai, dovrebbe passare di moda.


CYNISM

A couple of words about this word.

“Cynicism is the art of seeing things as they are, not as they should be” O. Wilde.

Lately there are statements that resound in every conversation I hear or read.

“My country would be the best country in the world if the where not those people to live there and those who manage it”

“The problem is not Italy, are Italians”

“I have lost confidence in the world by observing the people in it”

I am surrounded by people who give off a disarming negativity towards others. I am surrounded by completely different situations enclosed in a single definition. I am surrounded by cynics who call them self like this and other cynics that are proud to use this noun to label the world’s population.

“Cynicism” is a word that is used and abused these days. Many people argue that it is indeed the key word of the historical phase we are experiencing.

The attorney general of the court of appeals Giovanni Salvi has used it to determine the reason of the crisis of Italian justice. Someone approach the term referred to the “rhetoric” and say that journalism and the judiciary only live with this. I’ve heard about terrorism and even when we had the controversy over the cartoons of Charlie Hebdo. From what I hear and read I can say is a cynic person who write about crime and who comment this news, it is those who want the revolution and who does not cares, it is who is a pessimist, a realist, who stay on a right-wing parties, those in the left part, men who hate politics and even women with the period.

I wondered if I am, too. Probably I’m becoming.

 “The cynic is skeptical of how the atheist is at the agnostic”- Roberto Gervaso

The cynics are born in the fourth century BC and they are the followers of the school founded by Antisthenes and Diogenes of Sinope; This name comes from the Greek word “Kynikos” (in the manner of the dog), which is in turn from “Kyos” (dog) and that is the nickname given right to Diogenes. Probably this term was initially ascribed to them by others in a derogatory sense, to indicate their habit to live a life on the street, wandering and independent, just like these animals. Cynics will give to this word a positive meaning later, proud of their choices.

These philosophers were work towards to freedom understood as Well Soul Supreme and only accessible by self-sufficiency. To be a perfect cynic you should not be afraid of hunger, cold, loneliness. You do not wish you had money, power, sex: the physical and emotional needs had to be put aside to make room for something bigger and essential. All traditional values ​​were destroyed, together with the need to appear. Among the most recent figures that recall this unkempt style, there are hippies, the punkies and the so-called homeless, educated bums.

Analyzing that from which it originated throughout the rampant today negativity and hostility towards others, emerge many elements unexpectedly curious and fun of this popular philosophy. Antisthenes spoke about wealth as something that can not be material, because there are too many people who, although full of objects and money, risking their lives and struggling a lot just to obtain more things without ever being happy. He, however, was fasting for two days before eating something, so to enjoy and appreciate the food at best. And when he had to go to bed with a woman he was choosing an ugly one that nobody wanted, so she welcome him with more joy than any other.

 

Probably it was he, Antisthenes, to invent the first sleeping bag ever: to fully live this lifestyle with the bare minimum, he doubled his cape, and often he was sleeping just rolling up that on himself. When Diogenes met Antisthenes for the first time, he told him immediately that would become his disciple. Initially, the teacher showed himself happy, but when he realized that the boy was following him everywhere, invading his spaces, he tried to pull him away with a stick. The attempt failed, of course.

Diogenes was use to diminish the power. One of the anecdotes that best express this, speak about his meeting with Alexander the Great: the boy was sitting on the stairs to enjoy the sun when the King stopped in front of him and said, “I am Alexander the Great, you can ask me anything you want , I will give it to you “and Diogenes replied,” okay, I ask you to move because you cover me the sun ”

He was refusing what was not absolutely necessary. He had almost nothing as material objects: he only used his coat in summer and in winter too. He was eating in a basin and drinking using a bowl; one morning, however, he saw a boy eating by placing the food directly on the bread and drinking using the hollow of his hand, and he threw away both the basin and the bowl.

One day, even, being in a house full of very expensive items, he spat in the face of the owner  and then apologized, saying he had not found a bad corner throughout the home in which to spit.

About the needs and physical pleasures, he masturbated only because it was more dismissive and often he did it in public without being issues, saying it would be nice to be able to feed himself even just rubbing the stomach.

He did not esteem the other people: once someone saw him talking to a statue and he explained that he was training how to speak in vain.

Cynics who followed this school subsequently tried to keep up the extreme style of life of the previous people.

“The cynicism kills as much as machine guns, rifles and knives” Marco Tarquinio

Today, cynism, means a general distrust and a lack of faith to humans in general or to ambitious people, motivated by materialism or desire, things thought impossible or meaningless by the followers of this philosophy.

Any statement or reaction of those who live cynically probably has a plausible and understandable justification or excuse, but I think this is not enough to justify a constant attitude: it is easier to get someone to lose hope that get it and, unfortunately, with most of the population, it is also too easy.

The negative stimulus that surrounds the community is a boost to the selfishness and meanness reactions: in the face of so many problems to deal with, many of them serious, it’s easy to fall into exaggerated attitudes, especially by those who have not learned to control the irrational part of themselves.

 

“The cynicism knows the price of everything and the value of nothing”

Cynics despise the others without distinction. They argue that every human is unreliable and useless, but this generalization inevitably leads to a revenge that seems not smart: if we do not trust the people of the world, we should not trust also ourselves, being part of this group.

But cynics, as you might think, are not stupid.

They show confusion, bewilderment, distrust, disapproval, contradiction, loneliness, but not stupidity: Dr. House, Sherlock Holmes, are modern cynics and we just need to think only an instant to them to be in agreement with this.

Flaunt their superiority by denigrating others, but they think, reason and have experience.

Those who live in a superficial way, those who are not interested in the world, what happens to those around them, will never be a cynic: it is necessary to stop and reflect on the joy, the pain, the events, to lose hope and start living with this common lifestyle.

Those who have no maturity and has not had to face difficulties, problems, moments of discomfort or treason, naively think of living in a world of joys, but only after having tasted the bitterness of disappointment on their skin may develop a negative thought of this type.

 

“The doctrine of the cynics is the Ideal reversed, the parody of physical and moral beauty, the crime of mind, the degradation of imagination. I could not take pleasure in it. There was too much enthusiasm within me to permit me to crawl through those sinks of the brain. My nature had wings. The dangers to which I was exposed were above, not below. ”  – Alphonse De Lamartine

 

What scares me and it saddens me most of what I hear every day is therefore the awareness of having confidence in people who do not think and do not have the ability to do something  and be opposed by people who would rather the ability to change the world, but voluntarily decide to use the energies in the opposite direction.

Those who are criticized are individuals who are drag by others and those who criticize are the involuntary guides of the latter, heavy in every statement, but immersed in the lightweight when it comes to responsibility.

This creates a vicious cycle of wasted minds and bodies. And redundant news. And mutual polemics. And expectations. And cartoons, words, phrases they would like to bring up the irony of the Greek philosophers, they would like to talk about reality, they would be called satire, but only leave a trail of bitterness, only leave a perfect representation of a cynicism that now,should go out of fashion.

English-Italian , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Informazioni su chiaracuminatto

Mi chiamo Chiara Cuminatto e sono nata il 03/04/1989. Vivo a Campi Bisenzio a tratti perché viaggio molto e la mia vita imprevedibile non lascia spazio alla monotonia. Mi sono laureata in Lettere Moderne all'Università di Firenze nel 2011 e specializzata in Scienze Linguistiche all'Università di Bologna nell'Ottobre 2013. Ho cambiato diversi lavori a causa delle poche possibilità avute in ambito umanistico e linguistico, ma non smetto di credere nella bellezza delle sfide e nel potere di chi vuole qualcosa. Faccio parte di un gruppo missionario da ormai molti anni e la collaborazione tra le persone, la ricchezza delle diversità e l'aiuto fraterno fanno parte di me come stile di vita radicato a fondo. --------------------------------------------------------------------------------------------------- My name is Chiara Cuminatto and I was born on 04.03.1989. I live in Campi Bisenzio at times because I travel a lot and my unpredictable life leaves no room for monotony. I graduated in Modern Literature at the University of Florence in 2011 and specialized in Linguistic Sciences at the University of Bologna in October 2013. I changed several jobs because of the few possibilities had in the humanities and linguistics, but I do not stop believing in Beauty of the challenges and the power of those who want something. I am part of a missionary group for many years now and collaboration between people, the richness of diversity and the fraternal help are part of me as a lifestyle rooted deeply.

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2 commenti su “Cinismo. Due parole su questa parola. – Cynism. A couple of words about this word.

  1. Laura il said:

    Un cinismo dilagante che forse puo essere contrastato ampliando la nostra visuale,aprendo davvero i nostri occhi…e orecchie…e cervello…per capire che la realtà italiana non è il metro di giudizio del mondo…siamo stati un popolo di criticoni,solo che la paura del cambiamento è insita nel nostro DNA adesso,un’evoluzione culturale che ci sta rendendo automi,paurosi,insicuri,adattati,rassegnati,cinici…e quindi come lo combattiamo questo cinismo?perché se provi a parlarne di persona con un italiano medio di 65-70 rischi di essere chiamato fannullone perché noi travellers scegliamo un altro paese in cui vivere piuttosto che la nostra cara Italia…sicuramente sono acceccati e sordi…però non mi sento cinica…

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