Fidati di…”me” – Trust…”me”


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Ho incontrato B. in un piccolo paesino australiano. Come si incontrano persone quotidianamente. Soprattutto quando sei un viaggiatore.

Ci siamo conosciuti, poi la conoscenza è mutata in affetto e l’affetto in qualcosa di più, velocemente. Come succede talvolta nella vita normale. Soprattutto quando sei un viaggiatore.

Abbiamo condiviso la sveglia all’alba, il pollo con i broccoli e le carote, gli amici e le risate con loro, le sfide del parlare lingue diverse, pensare in modi diversi, amare in modo diverso; lo stupore guardando al mondo, i pianti, il caffè solubile e il tè nero, un letto, una macchina, un balcone, una canzone, un bacio, uno sguardo, una stretta di mano.

Abbiamo condiviso cose che una coppia di solito mette in comune, ma dal primo singolo istante. Perché siamo viaggiatori. E quando viaggi ti trovi spesso a dover scegliere tra stare davvero vicini o decisamente lontani, almeno fisicamente.

Ama il prossimo tuo come te stesso

In ogni tipo di rapporto che si tratti di amore o di amicizia o di conoscenza appena nata, dovremmo sforzarci di amare l’altro. Di amarlo senza distinzioni e senza condizioni.

Abbiamo il dovere di amare e il diritto di essere amati!

Quando instauriamo una relazione diventiamo come un fiume che entra nell’oceano: ci spaventa vederci scomparire, mescolarci ad altra acqua, non poter percorrere la nostra strada in solitaria andando dove vogliamo, ma questa paura non ci permette di vedere che con quel gesto diventiamo oceano. Restiamo noi stessi entrando a far parte però di qualcosa di più grande che, se vissuto in comunione, ci permette di avere ancor più libertà di movimento.

B. non aveva gestito al meglio i soldi guadagnati negli ultimi mesi: quando viaggi non hai certezze. Ogni giorno devi scegliere, capire, trovare, arrangiarti. Ogni ora che passa possono essere soldi che se ne vanno per mangiare qualcosa in un posto sperduto e molto costoso, per dormire in un letto vero, per prendere un treno, un aereo, una nave. Per aspettare risposte da lavori casuali in posti diversi dove spesso ti devi recare. Dove spesso devi rischiare. Il mondo è la tua casa, ma accanto alla bellezza di star bene ovunque, si agita lo stress di poter perdere tanto all’improvviso e trovarsi in grosse difficoltà. 

Non mi feci problemi quando decise di venire a dormire da me, nel caravan che io pagavo ogni settimana. Se posso far star meglio qualcuno, sto meglio anch’io. E quando quel “qualcuno” è una persona con cui sta nascendo un sentimento particolare, la fatica nel fare le cose diventa piacere.

I piatti da lavare diventarono due, i vestiti da piegare raddoppiarono, lo spazio in cui dormire dimezzò. Ma sorridevo e stavo bene. Non badavo a cosa facesse lui, mi godevo la gioia del donare.

Il giorno del mio compleanno decise di portarmi a vedere delle cascate. Ma la macchina con cui viaggiavamo si ruppe in mezzo alla foresta. Sostituimmo lo spirito di avventura allo sconforto e provammo a trovare una soluzione. Camminammo per ore e ore, al buio, tra piante e animali con uno zaino e niente da mangiare. Arrivammo sulla prima strada abitata a notte inoltrata, stanchi e l’unico hotel disponibile in cui dormire qualche ora costò tantissimo.

E ovviamente lo pagai io.

Vidi i miei soldi e le mie energie andarsene lentamente, ma poi guardai B. e notai che lui, i soldi e le energie li aveva già esauriti da un po’, così mi feci forza, sorrisi e condivisi il poco che mi era rimasto con lui. Gli diedi la mano. Gli diedi coraggio, e andammo a cercare una soluzione.

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Ama il prossimo tuo come te stesso

Questa frase così apparentemente semplice da interpretare, racchiude invece molti fraintendimenti che ci portano a viverla nel modo sbagliato. Prendiamo come metro di paragone l’amore che diamo a noi stessi, ma non riflettiamo mai sul fatto che spesso è proprio la nostra persona che amiamo in modo sbagliato. Spesso non ci curiamo del nostro corpo, dei nostri limiti, delle nostre paure, dei nostri talenti, delle nostre responsabilità, e così, di conseguenza, facciamo con le altre persone, credendo di essere nel giusto. Troviamo scuse, compromessi, vie d’uscita. Facciamo in modo di stare bene e non dover affrontare discussioni o percorsi faticosi. Facciamo così col nostro cuore e con quello altrui. Sorridiamo orgogliosi: abbiamo forse evitato qualcosa di doloroso, ma non abbiamo amato.

Ottenere ciò che si vuole non coincide con l’avere ciò che è il bene per noi. B. voleva una macchina nuova. Disse che era ciò che lo avrebbe fatto ripartire. Non ero completamente d’accordo, ma mi feci convincere e iniziai a cercare ciò che poteva farlo sorridere di nuovo. Trovammo un Van 4×4 ad un prezzo decisamente conveniente. Nero, bello, resistente, economico, potente e non troppo lontano da dove vivevamo. Un sogno e un’occasione che in pochi si sarebbero fatti scappare. Ci guardammo negli occhi. I suoi riflessero una euforica speranza, I miei una dubbiosa forza di volontà. Ci pensammo, ne parlammo, avrei dovuto rimandare il lavoro nelle fattorie necessario per ottenere il mio secondo visto e anticipargli tanti soldi per fargli avere quel Van prima che venisse venduto.

Non era facile. 

B. mi guardò più volte e mi disse di fidarmi. Mi disse di scegliere ciò che volevo, ma con la certezza che se avessi deciso di aiutarlo avrei avuto tutti i soldi indietro pochi giorni dopo, solo il tempo di farseli prestare dai suoi genitori.

E avrei potuto usare il Van anch’io per viaggiare.

Mi addormentai pensando e ripensando. Poi mi svegliai e nel preparare due tazze di caffè decisi che avrei compiuto questo passo. Partimmo, comprammo quel Van, io misi soldi, tempo ed energia, lui un nome, un grazie e un altro sguardo di conforto. Dopo una settimana tornai a lavorare e lui decise di andare a cercare un lavoro migliore a Melbourne. Chiesi se I suoi genitori non li avevano mai inviati. Poi di stare tranquilla ancora. Lo aiutai a cercare lavoro, da lontano. Mi disse di sì, era solo necessario aspettare qualche altro giorno perché arrivassero nel conto in banca. 

Ci salutammo un po’ tristemente, ma entusiasti di rivederci presto.

I giorni passarono tra un messaggio, una chiamata, un aggiornamento.

Sentivo la mancanza del nostro stare insieme. Sentivo la mancanza di qualcosa che era diventato quasi scontato ormai, scontato come il fatto che da un momento all’altro quei soldi partiti dall’Inghilterra arrivassero, facendo rilassare mente e portafoglio e facendomi sorridere per aver avuto la conferma che il ragazzo con cui parlavo ogni giorno era qualcuno di cui potevo fidarmi davvero.

Ma i giorni diventarono settimane, le mie domande titubanti e le sue risposte confuse.

Mi disse che non sapeva perché i soldi non fossero arrivati. Mi disse di stare tranquilla. Poi mi disse ancora che probabilmente i suoi genitori non li avevano mai inviati. Poi di stare tranquilla ancora.

Lo aiutai a cercare lavoro, da lontano. Mi disse che allora mi avrebbe reso tutto appena avrebbe avuto uno stipendio. Di fidarmi di lui. E io mi fidavo. Ancora un po’. Volevo farlo.

Non era ingenuità, ma una possibilità. 

Ama il prossimo tuo come te stesso

Esistono due tipi di fiducia: quella condizionata e quella incondizionata.

La prima è quella che diamo basandoci su fatti o comportamenti passati di qualcuno che ci dimostrano o danno delle garanzie. Che ci spingono a fidarci e affidare cose importanti di noi. Diamo questo tipo di fiducia, perché ci aspettiamo di ricevere in cambio qualcosa e quando non succede ne rimaniamo delusi. Ma l’amore non ha condizioni.

La seconda è la fiducia vera. Ci fidiamo di qualcuno solo perché vogliamo farlo. Non guardiamo al passato, ma al futuro. Non ci basiamo su qualcosa che è stato fatto, ma su qualcosa che pensiamo possa essere compiuto. Diamo la possibilità a una persona di dimostrare il meglio che ha, le sue massime potenzialità. 

È un gesto d’amore reale.

B. smise di rispondere al telefono per giorni e giorni.

Fece così più volte. E passarono i mesi.

Provai a spingerlo ancora a mostrarmi chi era, ma non fece niente.

Così io piansi. Piansi per le sue bugie, per il suo dirmi ” ti voglio bene”, ma rifiutare ogni soluzione, piansi per il suo egoismo e per la sua superficialità. 

Piansi perché lo vidi sprecare ogni giorno un’occasione per amare. E queste occasioni non tornano indietro.

E mi sentivo arrabbiata. Impotente. Ferita.

Piansi anche per i soldi. Ma erano le lacrime meno salate di tutte.

Avevo lavorato duro per averli e ne avevo bisogno per tornare a casa. Ma quando c’è il rispetto, le soluzioni si trovano. E a lui l’avevo sempre detto e dimostrato.

Sapeva che avrei aspettato e l’avrei aiutato ancora, nonostante tutto, ma non fece niente per ridarmi speranza.

Non chiese scusa. Non cambiò nulla.

Non volevo mollare.

Ma di forza non ne avevo quasi più.

Ama il prossimo tuo come te stesso

Sembra strano, ma la fiducia, quella vera, se vissuta come andrebbe, non lascia spazio alla sofferenza.

B., dopo 4 mesi, mi ha reso parte dei soldi che gli avevo prestato.

Non ha rinunciato a niente per farlo prima. Non ha venduto il Van, né li ha chiesti a qualcuno, né probabilmente ha mai scritto ai suoi genitori.

Non si è preoccupato di cosa ho passato io tutto questo tempo. Non si è chiesto cosa ho perso io fidandomi di lui.

Come non ho potuto comprare un biglietto per tornare a casa. Come ho cercato una soluzione ogni giorno per poter dargli il maggior numero di occasioni di dimostrare chi è.

Non si è accorto di ciò che ha sprecato.

Non ha amato.

E con quei soldi non potrò comprarci il rispetto, il tempo e la fiducia.

E mi dispiace. Per lui.

Ama il prossimo tuo come te stesso

Le lacrime che ho versato si sono mescolate all’acqua del fiume.

Non ho sbagliato a fidarmi.

Non ho sbagliato a dargli tutto ciò che gli ho dato.

Non ho sbagliato ad amarlo così.

Ho sbagliato a non fidarmi di quella che sono.

Ho sbagliato a dargli più di quanto ho dato a me stessa.

Ho sbagliato a non dividere quell’amore in parti uguali.

Quindi fidiamoci. Incondizionatamente.

Tuffiamoci nell’oceano. Ma ricordiamoci che ne entriamo a far parte anche noi. 

Che il prossimo siamo anche noi.

Godiamoci questo gesto d’amore che travolge.

E vivremo un’emozione così bella da non avere più tempo di star male.

Chiara Cuminatto 

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TRUST

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I met B. in a small Australian town. As you meet people every day. Especially when you are a traveller.

We met, then the knowledge turned into love and affection then into something more, faster. As this sometimes happens in normal life. Especially when you are a traveler.

We shared the alarm clock early in the morning, the chicken with broccoli and carrots, friends and laughter, the challenges of speaking different languages, thinking in different ways, loving in a different way; amazement looking at the world, the cries, instant coffee and black tea, a bed, a car, a balcony, a song, a kiss, a glance, a handshake.

We shared things that a couple usually has in common, but from the first single instant. Because we are travelers. And when you travel you often find yourself having to choose between being very close or very far away, at least physically.

Love your neighbour as yourself

In any kind of relationship whether it be love or friendship or newly formed, we should strive to love each other. To love without distinction and without conditions.

We have the duty to love and the right to be loved!

When we establish a relationship we become like a river flowing into the ocean: to see us disappear scares us, mingle with more water, we can not follow in our lonely road going where we want, but this fear does not allow us to see that with this gesture we become the ocean. We are still ourselves but becoming part of something bigger that if lived in communion, allows us to have more freedom of movement.

B. had not managed in the best way the money earned in the last few months. When you travel you do not have certainties. Every day you have to choose, understand, find, make. Every hour that passes you can lose money trying to eat something in the middle of nowhere where everything is very expensive, or trying to sleep in a real bed, to catch a train, a plane, a ship. To wait for responses from random work in different places where usually you have to go to check. Where you often have to take risks.

The world is your home, but next to the beauty of feeling good anywhere, shake the stress of losing so suddenly and encounter serious difficulties.

I did not have problems when he decided to come and sleep with me in the caravan park which I paid every week . If I can make someone feel better, I feel better too . And when that “someone ” is a person who you felt a connection with from the beginning, the effort in doing things becomes a pleasure.

The dishes to be washed became two , the clothes to fold doubled, the space in which to sleep halved. But I smiled and I was fine. I did not mind what I did for him, I was enjoying the joy of giving.

The day of my birthday he decided to take me to see some waterfalls. But the car with which we were traveling broke down in the middle of the forest. We replaced the spirit of adventure with despair and tried to find a solution. We walked for hours in the dark, between plants and animals with a backpack and nothing to eat. We arrived on the first habited street late at night , tired. The only hotel available to sleep in for a few hours, cost a lot.

And of course I paid it.

I saw my money and my energy fading slowly, but then I looked at B. and I noticed that he lost already his money and his energy a while ago, so I forced myself, i smiled and shared with him what I still had. I gave him my hand. I gave him courage, and went to look for a solution.

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Love your neighbour as yourself

This sentence so deceptively simple to understand,  instead encompasses many misunderstandings that lead us to live it the wrong way.

We take judgement in the love that we give to ourselves, but never reflect on the fact that often it is our person that we love in the wrong way.

Often we do not take care of our body, of our limitations, our fears, our talents, our responsibilities therefore we do the same with other people, believing they are right. We find excuses, compromises and ways out. We make sure to be comfortable and not have to face discussions or strenuous trails. We do so with our heart and that of others. Proud we smile: we have perhaps avoided something painful, but we have not loved.

Getting what you want does not coincide with having what is good for us.

B. wanted a new car. He said that it was the only thing that could give him the strength to start again. I didn’t quite agree, but I convinced myself and began searching for what might make him smile.

We found a 4×4 Van at a very affordable price. Black, beautiful, durable, economical, powerful and not too far from where we lived. A dream and an opportunity that no one wanted to miss.

We looked at each other. His eyes shown me an euphoric hope, mine a doubtful willpower.

We thought, we talked. I had to postpone work on the farm in which I need to get my second year visa. I had to send him a lot of money in advance to let purchase the Van before it was sold.

It was not easy.

B. looked at me several times and told me to trust him. He told me to choose what I wanted, but with the certainty that if I decided to help him I was getting all the money back a few days later, he just needed time to receive it from his parents.

And I could use the van for traveling too.

I fell asleep thinking and thinking. I woke up, then whilst preparing two cups of coffee, I decided to take this step.

We left, we bought the van, I gave money, time and energy. He put a name, a “thank you” and another comforting look. After a week I went back to work and he decided to look for a better job in Melbourne. I asked him if his parents had sent the money as agreed. He said yes, it was only necessary to wait a few more days before I would have it in my bank account.

We said goodbye a little sad, but excited to see each other soon.

The days passed in a message, a call, an update.

I missed us being together. I missed something that was almost normal and obvious, obvious in the fact that at any moment the money would arrive from England, helping to relax the mind and the wallet. This was making smile to know I have the certainty that the boy with who I was speaking every day was someone I could really trust.

But the days became weeks, my questions hesitant and his answers confused.

He said he did not know why the money had not arrived. He told me ‘don’t worry’. He then said to me it’s possible his parents had never sent it and not to worry again.

I helped him find a new job far away. He told me he would give me the money after his first paycheck. To trust him. And I trusted. A little bit. I wanted to trust him.

It was not naive, but a possibility.

Love your neighbor as yourself

There are two types of trust: the conditioned and the unconditioned.

The first start from facts or past behavior of someone show us or give guarantees. That encourage us to trust and to entrust important things. Let’s take this type of trust, because we expect to receive something in return, and when it does not happen we are disappointed. But love has no conditions.

The second is the real confidence. We trust someone just because we want to do it. We do not look to the past but to the future. Do not we rely on something that has been done, but on something that we think can be accomplished. We give the opportunity to a person to show the best that has, to do the maximum.

It is a gesture of real love.

B. stopped answering the phone for days.

He did so repeatedly. And the months passed.

I tried to push him again to show me who he was, but he did nothing.

So I cried.

I cried for his lies, because he told me I love you, but after rejected any solutions, I cried for his selfishness and his shallowness .

I cried because I saw him every day to waste an opportunity to love. And these opportunities do not come back.

And I felt angry. Helpless. Wound.

I also cried for the money. But that tears were the least salty.

I worked hard for them and I needed to go home. But when there is respect, solutions are found. And I always said and demonstrated to him.

He knew that I would have expected and I would still have helped, in spite of everything, but he did nothing to give me hope.

He not apologized. Nothing changed.

I did not want to give up.

But I did not have a lot of power still.

Love your neighbor as yourself

It seems strange, but the trust, the real one, if lived as should, leaves no room for suffering.

B. after 4 months, gave ​​me part of the moneys I had lent.

He has not given up anything to do it before. He did not sell the van or asked them to someone and he probably never wrote to his parents.

He was not worried about all the problems I had to find out in all that time. He did not think about what I lost trusting him .

That I could not buy a ticket to go home . That I searched for a solution every day in order to give as many opportunities as possible.

He did not realize what he has wasted.

He has not loved.

And with that moneys I can not buy respect, time and trust.

And I’m sorry. For him.

Love your neighbor as yourself 

The tears I shed were mixed with the water of the river .

I was not wrong to trust him.

I was not wrong to give him all that I gave him.

I was not wrong to love him as well.

I was wrong not to trust what I am.

I was wrong to give him more than I gave to myself.

I was wrong not to share that love in equal parts.

So let us trust. Unconditionally.

Let’s dive into the ocean.

Let’s give the opportunity to do the maximum.

But let us remember that we enter to be part of it too.

Remember to give the same opportunity to ourselves.

Remember that we are a neighbour.

Than let’s enjoy this gesture of love that overwhelms .

And we will live an emotion so beautiful to not have more time to feel bad.

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Informazioni su chiaracuminatto

Mi chiamo Chiara Cuminatto e sono nata il 03/04/1989. Vivo a Campi Bisenzio a tratti perché viaggio molto e la mia vita imprevedibile non lascia spazio alla monotonia. Mi sono laureata in Lettere Moderne all'Università di Firenze nel 2011 e specializzata in Scienze Linguistiche all'Università di Bologna nell'Ottobre 2013. Ho cambiato diversi lavori a causa delle poche possibilità avute in ambito umanistico e linguistico, ma non smetto di credere nella bellezza delle sfide e nel potere di chi vuole qualcosa. Faccio parte di un gruppo missionario da ormai molti anni e la collaborazione tra le persone, la ricchezza delle diversità e l'aiuto fraterno fanno parte di me come stile di vita radicato a fondo. --------------------------------------------------------------------------------------------------- My name is Chiara Cuminatto and I was born on 04.03.1989. I live in Campi Bisenzio at times because I travel a lot and my unpredictable life leaves no room for monotony. I graduated in Modern Literature at the University of Florence in 2011 and specialized in Linguistic Sciences at the University of Bologna in October 2013. I changed several jobs because of the few possibilities had in the humanities and linguistics, but I do not stop believing in Beauty of the challenges and the power of those who want something. I am part of a missionary group for many years now and collaboration between people, the richness of diversity and the fraternal help are part of me as a lifestyle rooted deeply.

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2 commenti su “Fidati di…”me” – Trust…”me”

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    Money and freedom is the best way to change, may you be rich and continue to guide other people.

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